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Foto di Roberto Bignoli

Roberto Bignoli

Deceduto: 13/03/2018 Sito web: http://www.ilmondocantamaria.it/roberto-bignoli/

Biography

Fin da bambino ha la passione per la musica. La sua carriera artistica comincia all’età di sedici anni, partecipa a varie manifestazioni canore e vari Festival di musica leggera, ha fatto da “spalla” ad alcuni “Big”.

Alcune tra le sue produzioni degli anni ’80 : “Se la luna” con 30.000 copie vendute, “Canzone per Laura” presentata in tutte le emittenti televisive private tra cui la popolare trasmissione “Pop Corn” di Canale 5, “Lorelai” e “Ninnanà ninnanò” sono le più note.

Nel 1984, anno decisivo per la sua conversione, decide un radicale cambiamento d’indirizzo e da allora dedica il suo talento artistico interamente alla testimonianza del cambiamento avvenuto ed all’annuncio cristiano.

Parlaci anzitutto della tua conversione, tu eri un cantante che nella prima metà degli anni ’80 aveva un futuro professionale davanti a te molto aperto, poi hai mutato indirizzo e hai dedicato tutti i tuoi dischi all’evangelizzazione e dunque al Signore, una scelta discograficamente e agli occhi del mondo sicuramente impopolare per chi come te aveva la possibiltà di sfondare nel mondo dello spettacolo. Raccontaci che cosa è successo e il perchè di questo cambiamento.

La mia attività artistica infatti è nata nel mondo della musica leggera, cosiddetta oggi secolare, con la partecipazione a festival di varia entità piccola o media e con partecipazioni a trasmissioni e concerti più o meno importanti che mi hanno visto entrare nel mondo dello spettacolo, collaborare e fare concerti con big della musica leggera, il tutto con una esperienza di 4 mesi a Parigi nel mondo delle discoteche, delle televisioni e dei galà, fino a quando una sensazione di vuoto mi ha preso e colpito nel profondo e mi ha fatto sentire solo e disperato, a quel punto un incontro con dei giovani cattolici del Rinnovamento nello Spirito e soprattutto la loro esperienza personale mariana a Medjugorje, hanno colpito a tal punto che ho voluto lasciare tutto il mio mondo per partire e fare un ‘esperienza a Medjugorje, era il mese di agosto 1984, non ho visto nulla di particolare, né di speciale ho capito solo che la Madonna mi chiamava a cambiare, voleva che il mio cuore di pietra diventasse di carne e pulsasse di amore, voleva da me che accettassi il suo amore… C’è voluto un po’ di tempo ma ho capito che se volevo stare con Maria dovevo lasciare il vecchio mondo, le vecchie abitudini, e camminare verso un futuro nuovo, che aveva tante incognite ma che mi coinvolgeva a trovare più serenità e pace nella mia vita, fino a quando ho capito che il talento della musica non era per arrivare al mio successo ma doveva essere uno strumento per testimoniare al mondo, soprattutto ai giovani la presenza di Maria, di Gesù, nella mia vita e nel mondo…

Ho capito che il successo al quale aspiravo non era più importante ma il vero successo era comprendere che ci sono dei valori e delle ricchezze, che non sono mercificabili, ma che ti ricolmano di tutto ciò che hai bisogno, basta crederci fino in fondo e metterti in gioco. Ecco perché oggi la mia vita è cambiata, ho voluto credere in Maria e imparare a seguire la strada di Gesù, certo non è facile, ogni giorno rinnovo il mio cammino di conversione, cado e cerco di rialzarmi ma con la gioia di sapere che questa è la strada a cui sono chiamato…

La tua canzone “Ballata per Maria”(da anni live motiv della emittente Radio Maria), è oggi probabilmente il brano musicale più ascoltato per radio in assoluto, che effetto ti fa? Ma soprattutto chi è per te Maria? Cosa significa essere mariani per un cristiano oggi?

Sicuramente è un brano che chiunque ha sentito per scelta o perché si è sintonizzato su Radio Maria.Un brano che gira il mondo in quanto è usato in tutte le Radio Maria sparse nel mondo, ma che purtroppo molti pochi sanno chi è l’autore.

Un brano che ho composto dopo uno dei tanti pellegrinaggi a Medjugorje, precisamente nel 1991.

A mia insaputa è stato utilizzato come sigla di Radio Maria, da quella data ad oggi. L’effetto che mi fa è duplice di dispiacere perchè come artista non mi sento valorizzato, dal punto di vista spirituale aver potuto esprimere a Maria e quanti ascoltano la radio quanto ha fatto nella mia vita e averlo diffuso attraverso questa canzone .

Essere Mariani oggi, per un cristiano vuole dire prendere coscienza della maternità di Maria e credere nella sua capacità di guidarci verso suo figlio Gesù e permettere di scoprire nel silenzio e nell’umiltà il Vangelo e quanto Gesù ha voluto farci conoscere di Dio Padre. Maria fa rivivere la gioia di essere toccati dallo Spirito Santo, per far nascere la vera vita, Gesù dentro ciascuno di noi.

Che cos’è “Concerto a Sarajevo” scritta durante la guerra in Bosnia e trasmessa ovunque soprattutto nelle radio clandestine della ex repubblica balcanica?

Concerto a Sarajevo è una canzone nata da un testo di un amico giornalista e che racconta le tragedie ma soprattutto le sofferenze della guerra attraverso l’urlo dei bambini, una canzone che nasce dall’ esperienza toccante di essere stato sui luoghi di guerra, nei campi profughi e aver sentito le storie tristi e le urla di tante persone che hanno sofferto, hanno toccato con mano la croce del dolore e quindi vuole essere una canzone che racconta le atrocità di tutte le guerre ma che vede la fine nella via dell’ amore della speranza e della pace in Cristo.

Parlaci di “La c’è un posto” per la quale hai anche ricevuto negli Stati Uniti un prestigioso premio internazionale UCMVA Unity Award per la miglior canzone dell’anno.

“Là c’è un posto” è un lavoro nato con il desiderio di esprimere al meglio la mia vena artistica, un lavoro che ha visto al lavoro ottimi musicisti e che ha voluto dare un vissuto folk ballada a questi testi un po’ particolari… Il tutto ha avuto un premio — ed io sono soddisfatto … ma so che non mi devo fermare ed allora via con i prossimi lavori…. E’ già uscito “Non temere – don’t be afraid” canzone dedicata a Giovanni Paolo II di cui è stato fatto un cd singolo per le radio cattoliche e non nel mondo, ed anche “Dulcis Maria”, un brano mariano molto particolare, candidato agli Unity Award 2007 … ma a breve uscirà un nuovo cd con nuove canzoni in cui verrano anche inserite questi 2 brani, il cd sarà anche disponibile su portali di musica digitale tipo I-tunes dove ci sono gia delle mie canzoni scaricabili.

Come vedi oggi la musica cristiana in Italia e quali differenze trovi negli Stati Uniti dove i vari gospel singer evangelici come Don Moen o Ron Kenoly hanno quasi la stessa notorietà e visibilità che in Italia potrebbe avere un Ramazzotti o un Morandi. Non ti pare che in Italia la musica cristiana sia ai margini rispetto a quella commerciale, nonostante i progressi di questi ultimi anni? E’ possibile ipotizzare un futuro in cui un tuo brano, per ipotesi, entri nella hit parade assieme a cantanti italiani citati poc’anzi? E’ solo un fatto culturale o c’è dell’altro?

Ma in Italia credo che ci sia da qualche anno crisi nel campo discografico della musica secolare per varie ragioni, sicuramente negli Stati Uniti come in tutti i paesi stranieri la musica è considerata un mezzo importante di comunicazione e quindi viene sostenuta e promossa anche per un fatto culturale. In Italia ahimé c’è molta ignoranza e, devo dire, soprattutto tra i discografici….

Da qualche anno malgrado questa crisi della musica secolare, la musica cristiana sta crescendo e sono molti i nuovi gruppi o singoli artisti che si stanno proponendo ma che purtroppo fanno fatica ad emergere o proporsi in quanto non trovano apertura nel mondo discografico e tanto meno nel mondo cattolico, la chiesa non si occupa dell’evangelizzazione attraverso la musica, cosa che nel mondo evangelico esiste e ha i suoi iter professionali. Da qualche anno ci sono organismi cattolici che tentano di raggiungere i giovani attraverso la musica, ma spesso credono di fare più leva sui giovani con i big della musica secolare, ma non pensando al fatto, che spesso questi artisti non hanno dei messaggi da lanciare che siano in sintonia con il vangelo ed allora ecco che tutto finisce nel vano… Credo che il mio lavoro sia più che buono soprattutto per il fatto che non ho i mezzi delle grandi case discografiche e quindi sicuramente i tempi di lavorazione dei miei prodotti non sono quelli del mercato. Ma malgrado questo devo dire che le soddisfazioni le ho perché sono anni che giro in tutta Italia e all’ estero incontrando migliaia di giovani e persone che partecipano attivamente ai miei concerti e che dimostrano il loro consenso attraverso vari mezzi, lettere, emails, telefonate, richieste di nuovi concerti, etc. etc.

Ti chiedo di guardare al futuro di Medjugorje. Padre Livio dai microfoni di Radio Maria, sostiene che la bellezza e la potenza di Medjugorje deve ancora risplendere in tutto il suo fulgore e che il tempo della manifestazione dei dieci segreti farà brillare la sua luce sul mondo intero. Tu come cristiano e come cantante come ti poni rispetto a questa prospettiva?

La mia posizione è cauta e attenta, non amo fare previsioni ma cerco di cogliere attraverso i tempi e quello che accade una chiave di lettura per poter guardare verso il futuro con speranza , amore e pace, anche se indubbiamente bisognerà passare attraverso un crogiolo, ma affidiamoci al Signore e a Maria Santissima che sapranno condurci.

Per finire una domada molto semplice e forse la più difficile nello stesso tempo.

Cosa è la musica per Roberto Bignoli?

La musica nella mia vita è fondamentale, attraverso la musica riesco ad esprimere sentimenti e pensieri che a volte si nascondono all’interno di noi, riesco a cogliere la bellezza delle cose che mi circondano e riesco a comunicare la gioia di vivere ma soprattutto di essere cristiano, e grazie alla musica posso comunicarlo a tante persone ed in particolare ai giovani. Quindi la musica è il mezzo, è lo strumento di cui non posso più fare a meno.